domenica 12 giugno 2005

Al vernissage della cinquant'unesima edizione della Biennale d'Arte di Venezia la vergogna pare non avere un padiglione dedicato. Non mi riferisco tanto ad alcune opere artistiche di ben dubbia validità ma ai buffet per gli intervenuti, in gran parte giornalisti, artisti, curatori ma anche personaggi assortiti più o meno dell'ambiente. Per il declino e fallimento della civiltà umana è bastato qualche salatino, tramezzino, qualche analcolico.
Frotte di bifolchi in ressa presso i tavolini da buffet; gli arti superiori protesi a ghermire cibo come vili piccioni ad attentar granaglie accalcandosi come i più miserrimi profughi digiuni.
Improvvisi, rieccheggiano nella mia mente gli insegnamenti della Mammy di Via col vento:"biss Rossella non dovere ingozzarsi, dovere mangiare gome uggellino".
La dignità barattata con crostini salati. Misurata con aperitivi.
Il mio schifo, invece, incalcolabile.
Venghino signore e signori, più gente entra più bestie si vedono.
E l'evoluzione, ancora una volta, ipotende.
Sono in ambascie.